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MørktordeN

Mother Earth... Father Thunder...
Updated 8/24/2008
Updated 9/16/2007
Updated 8/14/2007
Updated 8/14/2007
Updated 3/10/2008
Updated 3/23/2008
Updated 3/10/2008
Updated 7/19/2006
Updated 3/10/2008
11/9/2008

Briganti

« ...E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo. Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo. Calpestati, come l'erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati ci vendicammo. Molti, molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni. Le loro rivoluzioni. Ma libertà non è cambiare padrone. Non è parola vana ed astratta. È dire senza timore, È MIO, e sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall'anima. È vivere di ciò che si ama. Vento forte ed impetuoso, in ogni generazione rinasce. Così è stato, e così sempre sarà... »

Carmine Crocco

 
10/6/2008

Dreams

I corvi sono ancora desti,
 volteggiano
Lì sul picco tutto tace
 e giù egli dorme, ancora.
 
 
Il Martello
9/18/2008

Judas Priest - Prisoner of your eyes

When I saw your face
I became a prisoner of your eyes
And I would do just anything
To stay and be with you.

You know there are times
When I let myself wonder
As I was going under
You Pulled me back to earth

Don't you hear me crying
Take me in your arms again
Tell me that you're trying
Or is our love a lie

Love is blind
And love deceives you
You came along and captured me
Now I'm a prisoner of your eyes
Trapped in time
I cannot leave you
I'm just a prisoner of your eyes
As each day goes by
I've given up completely
I've locked myself inside your heart
And thrown away the key

Only time will tell
If I can live without you
Can you live without you
Can you see into the future
Will you ever set me free

Don't you hear me crying
Take me into your arms again
Tell me that you're trying
Or is our love a lie

Love is blind
And love decieves you
You came along and captured me
Now I'm a prisoner of your eyes
Trapped in time
I cannot leave you
I'm just a prisoner of your eyes

In this heartache
We can try and start again
Stop the heartbreak
A little time will help to kill the pain.
5/25/2008

Travels

 

Wales_flag_large  I'm coming!!!!

800px-Caerphilly_Castle,_Wales

Wales

320px-Tintern_Abbey-inside-2004

 

4/16/2008

Tempi Duri...

Chissà cosa ci aspetta d'ora in poi, con gli amici del Sionismo più integralista,

con la destra più ottusa d'europa,

con l'america più arrogante, con l'ignoranza e il cemento dilagante...

Se prima stavamo male, ora stiamo nella merda, ma la colpa è solo nostra.

http://www.loccidentale.it/node/16294

10/15/2007

Frammenti di un frontale

Hai sporcato il guard rail di rosso,
il femore con la tibia, sono più in là, nel fosso
e ancor più in là giace sulla strada bagnata,
la tua scatola cranica non più confezionata.
8/16/2007

Folk Instruments Part II

Fisarmonica

La fisarmonica è uno strumento musicale aerofono a mantice; è stata per lunghi anni uno strumento folcloristico legato alla tradizione della danza popolare.

Il primo brevetto di un accordion, termine oggi usato in molte lingue (pur con varianti grafiche) per indicare la fisarmonica, fu depositato il 6 maggio del 1829 a Vienna dal costruttore di organi e pianoforti Cyrill Demian e dai suoi figli Carl e Guido.

Lo strumento di Demian aveva dieci bottoni per eseguire le linee melodiche e due bottoni per i bassi.

Le evoluzioni tecniche e costruttive dello strumento hanno sempre più perfezionato il suo timbro e la sua intonazione, favorendo la presenza dello strumento anche in ambiti musicali più colti.

La fisarmonica ha due bottoniere: una corrispondente alla mano sinistra, l'accompagnamento che fa suonare i bassi e gli accordi maggiori, minori, di settima (senza la quinta) e di quinta diminuita, l'altra corrispondente alla mano destra serve al canto ed è definita "bottoniera cantabile". Esistono anche fisarmoniche dove la mano destra suona su una tastiera simile a quella del pianoforte. Queste tastiere raggiunsero il boom negli anni 20 quando sulle navi da crociera il pianista dovette adattarsi a suonare anche questo strumento, indispensabile per certi brani. Venne denominata "fisarmonica a piano" mentre la vera fisarmonica è "a bottoni" detta anche "cromatica". Esistono una variante della fisarmonica a bottoni: la fisarmonica "diatonica", identica nell'aspetto a quella cromatica, ma che differisce per il funzionamento; nella cromatica un bottone produce la stessa nota indipendentemente dal verso del mantice (in gergo, il verso indica il movimento che si esegue, ossia apertura o chiusura), mentre nella diatonica lo stesso bottone produce due note diverse a seconda del verso del mantice.

Fonte: wikipedia 

6/24/2007

Folk instruments Part I

Cornamusa

 

La cornamusa è uno strumento musicale aerofono a serbatoio (o aerofoni a sacco).

Il suonatore riempie d'aria una sacca di pelle dalla quale partono canne di bordone e una canna diteggiabile (chanter) cui è affidata la melodia. Le tre a intonazione fissa usufruiscono di ance semplici simili a quelle delle launeddas (strumento etnico sardo); quella diteggiabile, invece, usa un'ancia doppia, come quella tipica della famiglia degli oboi.

Nell'estesa famiglia delle cornamuse, da non confondersi con le zampogne, che sono strumenti prevalentemente dedicate all'accompagnamento, si contano diverse versioni sviluppatesi nei secoli in varie aree culturali europee.

Ancorché antichissima, la tradizione delle cornamuse contemporanee inizia, nella forma che conosciamo attorno al XVII secolo.

Le cornamuse dell'Europa Occidentale si distinguono in due tipi fondamentali: quelle ad aria calda (blown pipes) e quelle ad aria fredda (bellow pipes). Nelle prime l'otre viene alimentato per insufflaggio dell'aria attraverso un boccaglio (o blowing stick) direttamente da parte del suonatore, mentre nelle seconde il gonfiaggio avviene mediante un mantice assicurato mediante cinghie sotto il gomito destro del suonatore, azionato dal movimento del braccio.

La più famosa delle cornamuse ad aria calda, quella descritta all'inizio dell'articolo, è quella scozzese, la Great Highland Bagpipe, tutt'oggi impiegata nelle pipe bands, che si distingue per la sua particolare sonorità.

A questa, sempre nella tradizione europea, si annoverano: la musette (Francia - Bretagna), la gaita galiziana e asturiana (Spagna), la piva dell'Appennino Piacentino-Parmense e la müsa delle Quattro Province e il Baghèt delle valli Bergamasche (Italia), oltre a versioni più o meno evolute di gaite nell'Europa Balcanica.

La principale cornamusa tra quelle ad aria fredda può essere considerata la Uilleann pipes (Irlanda), mentre in Scozia sono ancora alquanto diffuse diverse versioni di strumenti denominati border pipes derivate dalla Great Highland Bagpipe quali le small pipes e le kitchen pipes; tra le border pipes viene a volte annoverata la northumbrian pipe, che però risulta più simile, sia per struttura che per tecnica esecutiva, alla uilleann irlandese.

 

Fonte: wikipedia

4/21/2007

La guerra di Piero

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

 

Fabrizio de André
4/11/2007

aChAb

"Stammi a sentire di nuovo. Andiamo ancora un po' più a fondo. Tutti gli oggetti visibili, amico, sono solo maschere di cartone. Ma in ogni cosa che succede, nell'azione viva, nel fatto preciso, lì, c'è qualche cosa di sconosciuto ma sempre ragionevole che sporge il profilo della faccia da sotto la maschera cieca. Se l'uomo vuole colpire, deve colpire la maschera! Come può evadere il carcerato se non forza il muro? Per me la balena bianca è quel muro. Me l'hanno spinto accanto. Qualche volta penso che lì dietro non c'è niente. Ma è sempre abbastanza. Mi chiama alla prova. Mi opprime. In essa vedo una forza che è un oltraggio, con una malizia inscrutabile che l'innerva. Quella cosa incomprensibile è sopratutto ciò che odio. Forse la balena bianca è il mandatario, e forse è il mandante, ma io gli rovescerò addosso questo mio odio. Non mi parlare di blasfemia, amico; colpirei il sole se mi offendesse. Perché se il sole potesse offendermi, io potrei colpirlo; perché c'è sempre una specie di lealtà nel gioco, e la rivalità presiede su tutta la creazione. Ma io non mi sento soggetto neanche a questa lealtà. Chi è sopra di me? La verità non ha limiti."
 
-Moby Dick- HERMANN MELVILLE
4/3/2007

ALBA FESTIVA

Che hanno le campane,
che squillano vicine,
che ronzano lontane?

E' un inno senza fine,
or d'oro, ora d'argento,
nell'ombre mattutine.

Con un dondolio lento
implori, o voce d'oro,
nel cielo sonnolento.

Tra il cantico sonoro
il tuo tintinno squilla
voce argentina - Adoro,

adoro - Dilla, dilla,
la nota d'oro - L'onda
pende dal ciel, tranquilla.

Ma voce più profonda
sotto l'amor rimbomba,
par che al desìo risponda:

la voce della tomba.

 

Giovanni Pascoli - MYRICAE

3/30/2007

KERFANK 1870

General, ma General d'ar ger,
D'ar ger ma General,
D'ar ger n'eo ket d'ar brezel,

General, ma General d'ar ger,
D'ar ger ma General,
Ma Kaer de Marivault.

En habit et jabyot dore,
Tu nous vois d'en haut,
Vive la Prusse et la France;
Le cul nu, tout depenailles,
On te voit d'en bas,
A bas Guillaume et Chanzy.

'Poleon, tue nous avais dit:
- Jamais les Prussiens
Ne verront la capitale.
'Poleon nous en a menti:
Les Prussiens l'ont pris,
Guillaume est devant Paris.

Ventre rond, le gilet brode,
Tu nous vois d'en haut,
Vive la Prusse et la France;
Varioleux, le ventre affame,
On te voit d'en bas
A bas Guillaume et Chanzy.

Freycinet, tu nous avais dit:
- Oubliez d'être bretons,
Vous servez le Republique,

Freycinet, tu nous avais dit:
- Oubliez d'être bretons,
Battez-vous pour la Nation.

Bien au chaud, en souliers cires,
Tu nous vois d'en haut,
Vive la Prusse et la France;
Dans la neige, en sabots crottes,
On te voit d'en bas,
A bas Guillaume et Chanzy.

Keratry, tu nous a donne
Des biscuits sales,
De la goutte et des cartouches,
Keratry, tu nous a donné
Des biscuits moisis,
De la goutte et des fusils.

Des cartouches qui nous pètent au nez,
Des fusils rouilles,
Vive la Prusse et la France;
Les cartouches elles nous pètent au nez,
La goutte est mouillée,
A bas Guillaume et Chanzy.


3/8/2007

Heathens Against Hate

"Loddfafnir, listen to my counsel:
You will fare well if you follow it,
It will help you much if you heed it.
If aware that another is wicked, say so:
Make no truce or treaty with foes."
Hávamál, St. 127

   It is a sad necessity that requires me to make this page, but because of a few racist, Nazi, and Satanic websites that have a relatively high profile on the WWW, I feel this disclaimer must be placed on my website. The sites to which I refer claim to be Asatru or Norse Heathen while promoting Heathenism as white supremacism or a kind of Satanism. Of course, the practice the Old Northern traditions and other forms of ancient Paganism -- the ancestral religions of much of Europe and the world -- has nothing to do with race hatred or with Satan.

   First, there are avowed Nazis and radical white supremacists who yet call themselves or their groups "Heathen", and who abuse our holy symbols and our Gods' names to promote hatred, violence, and totalitarian political agendas. The truth is, however, that there is nothing less Heathen than blind obedience to a demagogic leader; nothing less Pagan than the promotion of mental slavery over freedom.   These groups try to use the fact that Heathenism is the ancestral ethnic religion of Europe to promote ideologies of race hatred. In this they ape the Nazis who tried to use the ancient
symbols of pagan Germany for the same reasons. The truth is that although Heathenism is a modern revival of ancient folk ways, in which honouring the ancestors is important, it certainly does not promote hatred of any other ethnic group or religion.

   Next, there are certain Satanist or Setian groups who associate Odin with their system, which is not Northern at all, but merely a reactionary perversion of Judeo-Christian traditions mixed with ceremonial magic. Paganism is a religion of its own, and does not define itself through opposition to some other established religion or God, as Satanism does. There are many Websites now that basically describe Asatru as a kind of Satanism, and this is totally erroneous, as Satan does not exist in the Heathen mythos. 

  
In addition to those hate-mongers who wrongly assume the name of Heathen, there are a few people of other faiths who promote hatred of us because we are Heathen. Heathens and Pagans the world over continue to suffer prejudicial treatment because of our religion. To this day, those who practice the old native ethnic religions strive to overcome two thousand years of oppression by fundamentalist religious zealots, who from the beginning of the organised Christian church systematically attempted to eradicate the Pagan religions from the face of the Earth. It is clear that many misconceptions about our faith and ways have been promulgated by religious fundamentalists, and it is largely due to this anti-Pagan propaganda that false conceptions of Heathenism have arisen.

   As devoted Heathens we oppose hatred and prejudice based on religious differences, and promote religious freedom, tolerance, respect, and open communication. We strive, through education and by living example, to restore our ancient Old Religion to its rightful place among the world's faiths, and to reveal and refute, whenever possible, misrepresentations and propaganda against our beliefs and our Gods.

Tratto  da  http://home.earthlink.net/~wodensharrow/hah.html

2/2/2007

CEOL MOHR (Piobaireachd )

E' una notte nera e il vento soffia freddo e umido dalla brughiera verso il mare del nord; di giorno grigio come ferro liquido, adesso, di notte, invisibile e pauroso, come le bocche dell'inferno.
Dal villaggio di pietra scura e tetti di paglia, alcune donne guardano verso la collina dove un grande falò sta ardendo; la sua luce rossastra si riflette sulla nebbia sovrastante creando un gigantesco alone di luce soffusa.
Là, in alto, alcuni guerrieri highlanders si stagliano sullo sfondo cremisi; fermi in piedi accanto ad un tumulo di terra fresca. Tengono in mano le Claymore; grosse spade, con la punta appoggiata a terra, in segno di profondo lutto.
I capelli lunghi e sudici incorniciano facce scure ancora macchiate del sangue e del fango della recente battaglia. Stanno in silenzio, gli sguardi fissi ad un orizzonte invisibile, là dove si trova la Nona Onda.
Il loro capo è morto durante la notte per le ferite riportate in battaglia: profondi squarci al ventre che neppure il druido del villaggio ha potuto curare.
D'un tratto alto e lugubre, selvaggio e solitario, si alza il suono della cornamusa.
Il piper, un piccolo pitto dalla carnagione scura e lucida, intona una lenta e mesta melodia. Sembra quasi un lungo e straziatnte lamento che esca dalle viscere della terra per rivolgersi verso il cielo plumbeo. Sembra una richiesta di pietà verso il Divino; per quel grande uomo che in vita li ha comandati tutti, in pace e in battaglia.
Domani al suo posto ci sarà suo figlio, un giovane alto e possente, dagli occhi chiari come il ghiaccio, rosso di capelli e di carnagione che adesso, in ginocchio, prega davanti al tumulo con gli occhi pieni di lucide lacrime e il cuore pieno di lucida vendetta.
La cornamusa sembra parlare per lui; un lungo urlo per chi non c'è più. Dopo una prima frase, il piper comincia un tormentoso e sempre più urgente richiamo al tema iniziale; quasi una litanìa ossessiva, un ripetersi ipnotico di frasi, il doloroso ripetersi di una domanda, bruciante come le ferite, insistente come il dondolarsi nella preghiera al Dio del giovane figlio di questo capo che è appena morto. Note sempre più veloci per sottolineare il dolore che sgorga come un fiotto dal cuore e dal cervello in un parossistico susseguirsi di frasi brevi e continue che danno sfogo alla rabbia.
Poi, come sempre succede, lo sfinimento prende il posto di tutte le altre sensazioni.
E anche il lungo brano ritorna sul suo tema iniziale: lento esemplice, quasi il segno dell'addio. Per sempre.
L'ultima nota si spegne e resta solo il crepitare del fuoco e l'ululare minaccioso del vento.

Fonte : www.bagpipes.it

5/17/2006

Todeswalzer

Dying with sorrow not in hand, Welcoming my gods, an equal I am, A travel awaits before me, Encircled as a God, dead as a man, An era has now ended, But a new era will come, While my destiny fulfits itself, I glance at the world with wisdom from the end, My efforts will now be rewarded, As I enter Kingdom Come, My hate will now get fatal for those that disapproved me once, With my misanthropic these soon brought to life, I'll see an definite end for week, feeble minds, As I die I'll go further, further than any other man, To obtain powers and wisdom as a God from the other end, My death will be revenged with fury of the damned, My eternal life will be praised by the gods at the end.

5/8/2006

“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè - come dicevo - i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane”.

 

Pier Paolo Pasolini