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MørktordeNMother Earth... Father Thunder...
8/26/2008 ,“Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività: “resistere, resistere, resistere” come su una irrinunciabile linea del Piave”. 4/16/2008 Tempi Duri...Chissà cosa ci aspetta d'ora in poi, con gli amici del Sionismo più integralista,con la destra più ottusa d'europa,con l'america più arrogante, con l'ignoranza e il cemento dilagante...Se prima stavamo male, ora stiamo nella merda, ma la colpa è solo nostra. 1/4/2008 Cristo si è fermato ad Eboli“Cosa avevano essi a che fare con il Governo, con il Potere, con lo Stato? Lo Stato, qualunque sia, sono quelli di Roma, e quelli di Roma, si sa, non vogliono che noi si viva da cristiani. C’è la grandine, le frane, la siccità, la malaria e c’è lo Stato. Sono mali inevitabili, ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Ci fanno ammazzare le capre, ci portano via i mobili di casa e adesso ci manderanno a fare la guerra. Pazienza.”
Carlo Levi 10/15/2007 Frammenti di un frontaleHai sporcato il guard rail di rosso,
il femore con la tibia, sono più in là, nel fosso
e ancor più in là giace sulla strada bagnata,
la tua scatola cranica non più confezionata. 9/18/2007 Vinterblot All male, nine by nine, hanging gently, swaying in the wind
The bark of ash absorbing the splattered heays of blood For the return of the sun, a winter sacrifice Ox, dog, horse, sheep and slave, all offered to the gods The dusk of grey keeps falling upon the landscape bleak White gently still the bodies away, hanging in god's tree The ring of torches lighting up the heath, a ghostly shine The mighty ash unites the earth with sky for all time The golden meat flows freely, chant of the sun is sung The runes are read out loud and clear, midwinter night is long Lifegiving disc shall fill the sky once more in all its span The vinterblot, a reawakening, hail Nordland Bathory
8/16/2007 Folk Instruments Part IIFisarmonicaLa fisarmonica è uno strumento musicale aerofono a mantice; è stata per lunghi anni uno strumento folcloristico legato alla tradizione della danza popolare. Il primo brevetto di un accordion, termine oggi usato in molte lingue (pur con varianti grafiche) per indicare la fisarmonica, fu depositato il 6 maggio del 1829 a Vienna dal costruttore di organi e pianoforti Cyrill Demian e dai suoi figli Carl e Guido. Lo strumento di Demian aveva dieci bottoni per eseguire le linee melodiche e due bottoni per i bassi. Le evoluzioni tecniche e costruttive dello strumento hanno sempre più perfezionato il suo timbro e la sua intonazione, favorendo la presenza dello strumento anche in ambiti musicali più colti. La fisarmonica ha due bottoniere: una corrispondente alla mano sinistra, l'accompagnamento che fa suonare i bassi e gli accordi maggiori, minori, di settima (senza la quinta) e di quinta diminuita, l'altra corrispondente alla mano destra serve al canto ed è definita "bottoniera cantabile". Esistono anche fisarmoniche dove la mano destra suona su una tastiera simile a quella del pianoforte. Queste tastiere raggiunsero il boom negli anni 20 quando sulle navi da crociera il pianista dovette adattarsi a suonare anche questo strumento, indispensabile per certi brani. Venne denominata "fisarmonica a piano" mentre la vera fisarmonica è "a bottoni" detta anche "cromatica". Esistono una variante della fisarmonica a bottoni: la fisarmonica "diatonica", identica nell'aspetto a quella cromatica, ma che differisce per il funzionamento; nella cromatica un bottone produce la stessa nota indipendentemente dal verso del mantice (in gergo, il verso indica il movimento che si esegue, ossia apertura o chiusura), mentre nella diatonica lo stesso bottone produce due note diverse a seconda del verso del mantice. Fonte: wikipedia 7/21/2007 Asfågelns DödSvart blod nu månen dränker Svart totem ur djupet stiger Krigsmålning på trynen stänker Från grottans dunkel, kom döden diger Dags att stiga, dags att dräpa Genom natten vi marschera Blodet av korpen kristtrogen Asfågeln av vite krist Dags att riva, dags att slita Föda mata broder mask Sluta livet av himmelens pest Asfågeln av vite krist Rost och eld nu städer slukar En maskin av sten och kött Tusentals troll nu marscherar Blodet dryper färgar rött: [English translation:] [Vulture's Death] Black blood the moon now drinks Black statue from the depths rises Warpainting drawn into the face From cave's dim comes great death Days are at hand, days are killing Through the night we march Blood of the raven, Christian belief Vulture of christianity's threat Days are tearing, days are toiling Feed brother worm with food End the lives of the heaven's pest Vulture of christianity's threat Rust and flame now devour purity Like machine of stone and flesh Thousand of trolls now march Blood drips staining red... 7/6/2007 Ipazia di AlessandriaIpazia (Hypatia) (Alessandria d'Egitto, 370 – 415) è stata una matematica, astronoma e filosofa greca vissuta tra il IV e il V secolo.
Fu figlia di Teone di Alessandria ultimo membro conosciuto del Mouseion di Alessandria, presso il quale si trovava la celebre Nel marzo del 415 un gruppo di cristiani fanatici sorprese la filosofa mentre ritornava a casa, la tirò giù dalla lettiga, la trascinò nella chiesa costruita sul Cesareion e la uccise brutalmente, facendone poi a pezzi il corpo e bruciandolo. L'avvenimento è raccontato in fonti sia di parte pagana che cristiana. Tra le prime ci sono:
ContestoI cosiddetti decreti teodosiani, emessi dall'imperatore Teodosio I tra il 391 e il 392, avevano sancito la proibizione di ogni genere di culto pagano ed equiparato il sacrificare nei templi al delitto di lesa maestà, punibile con la morte, provocando in alcuni casi violenze antipagane da parte di fanatici cristiani, che si ritenevano autorizzati dalla legge. Ad Alessandria d'Egitto, tradizionalmente teatro di turbolenti rapporti tra la comunità greca e quella ebraica, la resistenza pagana si era tradotta in una ribellione aperta, quando il vescovo della città Teofilo, ottenuto il permesso di trasformare in chiesa il tempio di Dioniso, ne aveva pubblicamente dileggiato gli oggetti sacri: ci furono violenze contro i cristiani da parte dei pagani asserragliati nel Serapeo e per rappresaglia il tempio venne distrutto (circa 392). Alla morte di Teofilo nel 412 gli successe Cirillo di Alessandria[6]. Secondo il resosconto di Socrate Scolastico, nel 414 ci furono delle violenze contro i cristiani ad opera di ebrei, alle quali il vescovo reagì cacciando gli ebrei da Alessandria e trasformando in chiese le sinagoghe[7]; entrò inoltre in conflitto con il prefetto della città, Oreste: questi era stato assalito da alcuni monaci e ferito dal tiro di una pietra e il colpevole venne messo a morte, ma Cirillo gli tributò solenni onori funebri, attribuendogli il titolo di martire. Poco dopo questi avvenimenti avvenne l'uccisione di Ipazia, che era invece stimata e ascoltata da Oreste, da parte di alcuni monaci. La responsabilità del vescovo Cirillo è riconosciuta anche dalle fonti cristiane, in modo più o meno esplicito. All'epoca, la chiesa di Alessandria godeva di grande prestigio per essere stata campione dell'ortodossia contro l'eresia ariana, mentre in quegli anni era in corso la disputa cristologica tra Nestorio, patriarca di Costantinopoli e Cirillo, risolta solo dopo la morte di quest'ultimo (con il concilio di Calcedonia del 451), con la condanna del monofisismo. Ai riflessi di queste dispute si deve probabilmente il diverso atteggiamento delle fonti cristiane nei confronti di Cirillo (favorevole il monofisita Giovanni di Nikiu, contrari l'ariano Filostorgio e il costantinopolitano Socrate Scolastico) e di conseguenza i diversi punti di vista del racconto dell'uccisione di Ipazia. Cirillo era grandemente apprezzato da Pulcheria, sorella dell'imperatore Teodosio II, ancora minorenne all'epoca dei fatti. L'inchiesta per l'uccisione di Ipazia si risolse con un nulla di fatto, ma i temuti parabalanoi, chierici "barellieri", che costituivano di fatto una sorta di milizia privata del vescovo, vennero posti sotto l'autorità del prefetto, in seguito ad una richiesta della comunità di Alessandria.
Da: it.wikipedia.org 6/24/2007 Folk instruments Part ICornamusaLa cornamusa è uno strumento musicale aerofono a serbatoio (o aerofoni a sacco).
Il suonatore riempie d'aria una sacca di pelle dalla quale partono canne di bordone e una canna diteggiabile (chanter) cui è affidata la melodia. Le tre a intonazione fissa usufruiscono di ance semplici simili a quelle delle launeddas (strumento etnico sardo); quella diteggiabile, invece, usa un'ancia doppia, come quella tipica della famiglia degli oboi. Nell'estesa famiglia delle cornamuse, da non confondersi con le zampogne, che sono strumenti prevalentemente dedicate all'accompagnamento, si contano diverse versioni sviluppatesi nei secoli in varie aree culturali europee. Ancorché antichissima, la tradizione delle cornamuse contemporanee inizia, nella forma che conosciamo attorno al XVII secolo. Le cornamuse dell'Europa Occidentale si distinguono in due tipi fondamentali: quelle ad aria calda (blown pipes) e quelle ad aria fredda (bellow pipes). Nelle prime l'otre viene alimentato per insufflaggio dell'aria attraverso un boccaglio (o blowing stick) direttamente da parte del suonatore, mentre nelle seconde il gonfiaggio avviene mediante un mantice assicurato mediante cinghie sotto il gomito destro del suonatore, azionato dal movimento del braccio. La più famosa delle cornamuse ad aria calda, quella descritta all'inizio dell'articolo, è quella scozzese, la Great Highland Bagpipe, tutt'oggi impiegata nelle pipe bands, che si distingue per la sua particolare sonorità. A questa, sempre nella tradizione europea, si annoverano: la musette (Francia - Bretagna), la gaita galiziana e asturiana (Spagna), la piva dell'Appennino Piacentino-Parmense e la müsa delle Quattro Province e il Baghèt delle valli Bergamasche (Italia), oltre a versioni più o meno evolute di gaite nell'Europa Balcanica. La principale cornamusa tra quelle ad aria fredda può essere considerata la Uilleann pipes (Irlanda), mentre in Scozia sono ancora alquanto diffuse diverse versioni di strumenti denominati border pipes derivate dalla Great Highland Bagpipe quali le small pipes e le kitchen pipes; tra le border pipes viene a volte annoverata la northumbrian pipe, che però risulta più simile, sia per struttura che per tecnica esecutiva, alla uilleann irlandese.
Fonte: wikipedia 6/1/2007 Voci
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